giovedì 23 luglio 2015

Assicurazione e spese legali: come funziona

Il binomio tra assicurazioni e spese legali è, molte volte, foriero di polemiche e di controversie. La prassi comune, infatti, prevede che le spese relativa all'avvocato del cliente che ha subito un sinistro stradale siano risarcite nella fase stragiudiziale dalla compagnia assicurativa nel caso in cui si sia in grado di non ricorrere alla fase di giudizio. Viene da chiedersi, però, cosa avvenga nella circostanza in cui dalla via stragiudiziale non provenga un esito positivo: in altre parole, a chi spetta il rimborso dell'avvocato che ha assistito il cliente nella prima tappa della controversia?
La risposta è che, in un caso come questo, non c'è altra soluzione che quella di affidarsi a un giudice. La parte lesa, per esempio, può richiedere al giudice il rimborso di tutte le spese legali che sono state sostenute in precedenza, a patto che la richiesta venga inserita in modo esplicito all'interno dell'atto di citazione. Risulta indispensabile, in sostanza, un riferimento esplicito al danno emergente, in modo tale che la richiesta di rimborso sia abbinata alla richiesta di risarcimento per i danni causati dal sinistro.
La condanna alla refusione delle spese processuali, poi, fa sì che il giudice addebiti le spese legali in fase giudiziale alla parte soccombente. In sintesi, dunque, il rimborso in fase stragiudiziale può essere concesso ma non è una certezza. Occorre ricordarsi, inoltre, di inserire la richiesta in modo esplicito all'interno dell'atto di citazione, ricordando che, in ogni caso, le varie spese non devono essere ritenute eccessive o superflue dal giudice. 
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